Mentana, Roma

via della Rocca 2

Ara – Ossario

Ara – Ossario

La disfatta di Mentana, al di là dei ritardi e degli indugi, fu un duro colpo per Garibaldi, il quale, credendo di avere l’appoggio della popolazione romana e del governo italiano, si ritrovò invece da solo. Gli intrighi e i retroscena, a cui non aveva mai voluto piegarsi, vinsero la genuinità del suo pensiero politico lasciandogli nel cuore un’amarezza che non lo abbandonerà sino alla morte, il 2 giugno 1882.
Malgrado ciò, Mentana divenne presto un simbolo delle lotte risorgimentali e come tale fu definita “la porta calda di Roma”, paragonando il sacrificio dei circa 300 volontari al più antico gesto eroico degli altrettanti Spartani alle Termopili. Un sacrificio che non fu vano poiché, solo tre anni più tardi, il 20 settembre 1870, la breccia di Porta Pia sancì l’annessione di Roma all’Italia.

Sacrario L'Ara Ossario della Rocca di Mentana

Nel 1877, in onore dei caduti, si decise di costruire nella zona denominata Rocca di Mentana un grande Sacrario.
All'interno sono conservati i resti dei Volontari caduti al seguito di Giuseppe Garibaldi negli scontri della Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma (1867).
Inaugurata nel novembre 1877 a seguido di sottoscrizione nazionale coordinata da un comitato presieduto dal Gen. Avezzana.
E' opera dell'Ing. Augusto Fallani. Il discorso inaugurale fu pronunciato da Benedetto Cairoli.
300 i nomi dei caduti incisi sui lati del Monumento. I cimeli della Campagna dell'Agro Romano sono nell'attiguo Museo Nazionale inaugurato nel 1905. Il comlesso dal 1997è gestito dal Comune di Mentana.